Lo streaming, lo sappiamo, è il futuro della politica trasparente.

Ma, purtroppo, con la sola riunione in streaming c’è comunque il pericolo degli accordi sottobanco della vecchia politica. E’ sempre possibile infatti recitare una parte per quel tanto che dura la diretta e poi comportarsi diversamente in altri tempi e luoghi. Ecco, io mi sentirei più sicuro se, sul modello di alcuni reality di successo, la diretta streaming seguisse ogni momento della giornata dei nostri politici, pedinando minuto per minuto la vita quotidiana di tutti componenti del governo e dell’arco parlamentare. Certo, in tal modo si osserverebbero anche i più intimi e personali passi della vita dei nostri rappresentanti. Ma se vogliamo che le istituzioni tornino vicine alla gente è questo il prezzo da pagare. Per noi spettatori intendo. Per la trasparenza infatti dovremo abituarci a vedere di tutto. E non vorrei cadere nei soliti lazzi su uomini anziani che si intrattengono in serate danzanti con giovani spogliarelliste. Penso, che so, alla triste visione di alcuni senatori o parlamentari intenti per giorni alla risoluzione di cruciverba facilitati. A ministri che si commuovono fino alle lacrime guardando uno sceneggiato su Padre Pio. Al misero spettacolo di figli o nipoti che chiedono lumi per l’interrogazione di storia o geografia sentendosi rispondere per stentati monosillabi o anche a attempati senatori che rotolano urlando sul pavimento del salotto di casa per un goal della loro squadra del cuore.

Ma purtroppo, lo sappiamo tutti, abbiamo vissuto per anni al di sopra delle nostre possibilità. Non sono più i tempi gloriosi della politica in cui potevamo vedere quasi ogni sera Bossi o Mastella che ballavano e cantavano in programmi giornalistici di varietà. Ora ci vengono chiesti dei seri sacrifici. Ma siamo un popolo forte e sapremo sopportare qualsiasi cosa per il bene del Paese.