Il teatro in Italia è composto da: moltissima gente che fa il teatro, pochissima gente che va a vedere quelli che fanno il teatro, platea, galleria, festival, contributi statali e politici.

E poi Gigi Marzullo che invita la gente a andare in teatro dalla tivù.

 

Una differenza fra il cinema e il teatro e che al teatro, alla fine, si vanno a salutare gli attori e a fargli i complimenti se no ci restano male. Al cinema nessuno va a salutare la cassiera. Per lei è uguale, non lo prende come un affronto al suo lavoro.

 

Gli abbonamenti al teatro si differenziano dagli abbonamenti all’autobus perché con l’abbonamento al teatro non puoi decidere tu quando suonare. Le fermate le decidono altri per te e questo è uno dei motivi principali della crisi del teatro. E’ troppo vincolante come cosa per noi uomini liberi occidentali del terzo millennio.

 

E adesso una cosa che non può mancare da dire sul teatro.

E questa cosa che non può mancare da dire sul teatro sarebbe poi che il teatro è sempre un rito.

 

Io quando avevo 16 o 21 o 18 anni – non ricordo bene – ho fatto l’abbonamento a teatro e come prima roba ho visto il Faust di Goethe. Che nel Faust di Goethe a teatro c’era al centro del palco una roba enorme che poteva essere una collina oppure una torta gigante oppure anche una mia zia grassa senza la testa. Poi nel Faust di Goethe questa cosa saliva e scendeva e girava su se stessa e ogni tanto gli attori ci salivano sopra e si facevano un giro e dicevano continuamente battute tipo: ho il diavolo in corpo, ho un diavolo per capello, etc. e altre cose così. Che non si capiva bene se erano battute di Goethe, dello scenografo o di chissà chi. Sono uscito all’intervallo e ho buttato via l’abbonamento e non sono più andato a teatro.

 

E adesso sugli attori di teatro. L’attore di teatro bravo bravissimo si riconosce di solito perché prima di dire una battuta sembra prendere la rincorsa. E così tutto il pubblico si prepara, non viene preso alla sprovvista ma pensa invece: -Ecco, guarda, sta per dire una battuta-. Da noi il teatro è come la politica, è fatto di adorazione per gli attori bravi bravissimi e le macchiette.

 

Da noi il teatro negli ultimi anni era un sacco di musical copiati dai musical americani ma più brutti.

 

Da noi il teatro negli ultimi anni era il teatro civile povero che andava molto perché risparmiavi su attori e scenografie ma poi improvvisamente deve aver rotto abbastanza le balle tutta questa civiltà a teatro.

 

Sugli attori. Gli attori di teatro cercano sempre di farsi invitare a cena. Ma poi quasi nessuno li invita perché magari ti girano per casa scalzi o telefonano tutto il tempo o raccontano aneddoti o si buttano per terra oppure parlano con voci che non si possono sentire.

 

Col teatro il trucco degli impresari di teatro per pagare poco gli attori di teatro è dirgli che loro fanno un lavoro che gli piace e che sono dei privilegiati. Anche un dentista fa un lavoro che gli piace ed è un privilegiato ma di pagarlo poco oppure con un applauso neanche a parlarne. Per cui l’attore di teatro o è ricco di famiglia, oppure nei giorni liberi deve rapinare banche.

 

E per finire sul pubblico di teatro. Una cosa importante da dire sul pubblico del teatro è quella che dice in pratica il commediografo americano David Mamet e cioè – questa sarebbe la cosa che dice in pratica il commediografo americano David Mamet sul pubblico del teatro – che di solito al pubblico del teatro gli piace andare a teatro con la predisposizione d’animo di uno che va a donare il sangue.

 

Ma ormai il vero problema vero col teatro è che col teatro non si sa più cosa farci, un po’ come con la politica.