Il giornale dice che in Italia vi sarebbero dei timidi segnali di ripresa. Pare che alcuni giornalisti abbiano anche tentato di avvicinarli ma che questi non si siano lasciati intervistare, tanta sarebbe la loro timidezza.

Alcuni segnali di ripresa sarebbero poi così timidi, schivi e introversi da non uscire neppure di casa. E altri ancora manifesterebbero una timidezza così esacerbata da sconfinare quasi nell’asocialità. Ma fortunatamente non pare sia questo il caso dei segnali di ripresa di oggi. Come si sa, spesso la timidezza è il prodotto di una esagerata preoccupazione nei riguardi dell’opinione del prossimo e del desiderio di sentirsi costantemente approvati.

Ci chiediamo dunque: sono stati forse, tali segnali di ripresa, dei figli trascurati? Gli è magari mancato, nell’infanzia, un modello genitoriale sicuro a cui riferirsi o sono dei semplici vanitosi ed egocentrici? Il giornale non lo specifica. Giacomo Leopardi diceva che la timidezza è “un eccesso di amor proprio e di immaginazione”, ma purtroppo non ci ha lasciato nulla di notevole sulla questione della timidezza dei segnali di ripresa. Andrebbe tutto esaminato più a fondo, a mio parere. Come risolvere il problema affettivo dei segnali di ripresa? E’ difficile. Di sicuro, ai timidi, giova sempre qualcuno che li aiuti a ridimensionare e a rivalutare la loro situazione, che essi tendono a esagerare e a percepire senza via d’uscita. Operando in tal senso, si potrebbero forse vedere dei primi timidi segnali di ripresa nei segnali di ripresa. E ciò potrebbe rappresentare, per noi e per loro, un sicuro motivo di conforto.