E’ bellissimo che ogni tanto la sinistra ci chiami ai Gazebos.

Potrebbe farlo anche più spesso. Uno dei problemi è come vestirsi. Se bene bene come per andare a teatro o meno bene, sportivi tipo gita. Una volta mia cugina è andata ai Gazebos ed è rimasta incinta. Così almeno dice lei. Magari poi è andata da un’altra parte con la scusa che andava a votare. Suo marito ancora oggi non le crede. Comunque il bimbo si chiama Gazebos. Per soli due euro è anche un bel bimbo bisogna dire.

Ai Gazebos capita di incontrare gli amici e chiacchierare. E’ un bel modo di passare la domenica. Se hai fortuna incontri anche delle celebrità come la nuotatrice Pellegrini, la presentatrice Venier o il mago Silvan. Una volta io ho visto Uri Geller, che adesso è vecchio e non piega più le posate o ferma gli orologi con la forza del pensiero ma sta tutto il tempo zitto e ogni tanto canta delle canzoni che sa solo lui.

Una roba che non bisogna mai dire alle primarie è: ma come avete fatto a passare da falce e martello a poltrone e sofà? No. E’ molto meglio stare zitti e sorridere a tutti. Non troppo sorridenti però. Sereni, ecco. Sorridere serenamente, stare lieti.

La destra non fa così spesso le primarie perché troppe donne restavano incinte e va bene il Family Day e tutto il resto ma quando si esagera si esagera.