Caro Romeo,

nelle ultime settimane non ho intravisto delle adeguate potenzialità di ripresa che mi confortassero a proseguire nel nostro rapporto. Sono giunta così alla conclusione che non sei tu il target più adatto a proiettare una relazione di coppia nel medio e lungo periodo.
Anche la tua ultima proposta di rilancio di ieri, mi sembra soltanto un semplice tentativo di restiling, senza un potenziamento efficace e una prospettiva di sviluppo in termini di contenuti e proposte. Così, dopo aver valutato attentamente ogni profilo di rischio, ho deciso di lasciarti. Al ricevimento di questa mia potrai considerare sciolto, con effetto immediato, il nostro vincolo sentimentale.
Distinti saluti (pregasi controfirmare),
Giulietta

 

Gentile Direttore dello Circo Ezechiele & Figli,

dopo tre mesi di osservazione presso il nostro Centro per i disturbi comportamentali degli animali domestici e da lavoro, le posso comunicare che la sua scimmia sapiente Lorenzo è psicologicamente sanissima. I comportamenti aggressivi e gli stati depressivi che tanto la preoccupavano sono i normali sintomi di una sindrome narcisistica coniugata con disturbi di identità. Una patologia peculiare di ogni maschio dominante della sua specie. Per quanto riguarda gli attacchi subiti da parte dei suoi vecchi compagni di gabbia, non posso esprimermi con certezza senza prima aver esaminato il resto del gruppo. Ma è molto probabile che per il branco sia ormai finita quella che noi chiamiamo “la fase allucinatoria di dipendenza dal leader”. Si tratta di un momento di irrazionale rigetto, in cui il branco legge negativamente le stesse caratteristiche che gli avevano fatto scegliere l’esemplare come capo. Insomma, la mancanza di scrupoli, l’assenza di sensi di colpa e la spiccata tendenza alla menzogna e alla manipolazione di Lorenzo lo accomunano ora, agli occhi dei suoi compagni, a quegli esemplari pericolosi per la vita del gruppo e che il gruppo è solito allontanare. Nel concludere, desidero informarla che la condotta di Lorenzo qui al Centro comincia a diventare sempre più discutibile (le sto scrivendo da una delle stanze d’isolamento dove Lorenzo mi rinchiude periodicamente per potersi appartare con alcune delle mie assistenti). La prego quindi di farmi la cortesia di venirsi a riprendere al più presto il suo pregiato animale. O mi vedrò costretto, a malincuore, a farlo abbattere.

E’ un’esperienza comune: il gatto tu lo spingi, anche più volte, non si ribalta.

Finalmente io ho capito come fare. Bisogna prendere il gatto, rinchiuderlo in una scatola di cartone (con dei buchi per l’aria, chiaro, se no è violenza sulle bestie) e poi devi far ruotare velocissimo la scatola. Il gatto perde le coordinate… est, ovest, alto, basso e finalmente si ribalta! Entusiasta di questa mia scoperta scientifica, ho telefonato a un mio compagno di classe delle medie. Un genio. Era uno che a quei tempi sapeva incendiare i peti e fare un sacco di altre cose fortissime e che ora è in politica. Purtroppo lui mi ha detto che non gli sembrava una cosa che potesse aggregare consenso. Ho telefonato anche alla Beghelli e alla Foppa Pedretti. Niente… La mia ‘Scatola Ribaltagatti’ non gli sembrava commercializzabile. Certo che le strade che deve percorrere l’uomo di genio sono assai impervie. E poi ho anche dovuto tornare indietro a una mi amica il gatto che mi ero fatto prestare. Dice che non me lo dà più, che ogni volta che sta con me poi il gatto le torna a casa turbato.

Lo sappiamo tutti: ogni anima appesantita dal suo involucro terrestre deve trovare uno spirito amico che lo conduca verso la pura verità.

Prendiamo l’esempio di Orfeo. Orfeo è il più celebre televenditore della nazione. Ma nessuno sa il suo vero nome e tutti lo chiamano il Vermone o l’Uomo Verme. Anche quando non indossa il suo famoso costume rosa, i bambini per strada lo riconoscono e strillano: -Papà! Il Vermone!-. Euridice, la sua fidanzata, è invece la sola che vede in Orfeo anche un uomo e non solo un vermone. Solamente per Euridice, Orfeo si traveste ogni notte da pellicano con un bellissimo costume di gommapiuma giallo. Perché Euridice ama molto i pellicani. La sua casa è piena di pellicani di tutti i tipi e di tutte le dimensioni. In pelouche, in legno, in plastica, in metallo, in ceramica. Euridice dice sempre a Orfeo che il pellicano è il suo animale totem. Orfeo non sa cosa significhi, ma gli piace la parola e anche il modo in cui lei accarezza tutti i suoi pellicani e dà loro la buonanotte prima di andare a dormire. Poi, ogni sera, Euridice si immerge nella sua vasca portatile da idromassaggio e lo lascia ammirare le sue belle forme che tremano tra le bolle. Orfeo e Euridice non fanno mai l’amore. Perché, come dice sempre lei, loro sanno distinguere la serenità dell’affetto dalla tenebrosità della libidine. E il loro amore deve rimanere puro fino a quando il sacro vincolo non vi avrà uniti per sempre. Così se ne stanno lì, Euridice nella sua vasca di bolle gorgoglianti e Orfeo nel costume da pellicano, immaginando il giorno in cui avranno una telepromozione tutta loro, solo per loro.

 

In questo periodo risuonano dentro prepotenti alcuni quesiti.

Eccone alcuni, dal libro che sto preparando, dal titolo: “I 1001 Dubbi per l’uomo che si perplette”

1) Le sedie su cui noi ci sediamo così tranquillamente, cosa ne penseranno a posteriori?
2) Alle formiche gli si uominicolano mai le zampe?
3) L’ippocastano è un cavallo che sale sugli alberi?
4) Un bambino che nasce in provetta sarà un giorno più predisposto alla claustrofobia?
5) Nell’Unione europea il consumo pro capite annuo di petrolio è di 2056 litri. In Bangladesh è solo di 33 litri. Chi sbaglia? Il cittadino del Bangladesh che va al lavoro col suo motorino scassato a fare palloni e scarpe o il cittadino di qua che compra le smart o le bmw alle figlie che poi vanno all’università e a regalare i loro corpi gratis all’happy-hour, senza contribuire al prodotto interno lordo?

Anni fa mi sono presentato alle selezioni di “Amici”.

Purtroppo le specialità in cui mi presentavo io – alcolismo, depressione ansiosa, svenimenti improvvisi – non erano contemplate dal regolamento e sono stato scartato. Anche ai provini del “Grande Fratello” e dell“Isola dei famosi” niente da fare. Mi han detto: -Lei ha ancora due neuroni superstiti, è troppo intelligente. Ci rovina il gruppo-. Alla fine però una piccola cosa in tivù l’ho fatta. Era solo una piccola parte in una fiction televisiva dal titolo “Sfighe”. Una di quelle tipiche fiction televisive ospedaliere italiane sul tipo di “Incantesimo” o “Medicina generale”, dove tutti i protagonisti a uno a uno o vanno in coma o hanno un incidente stradale o muoiono durante un’operazione. Io facevo solo una piccola parte. Mi slogavo una caviglia. Entravo nell’inquadratura, mi slogavo la caviglia e poi uscivo di scena. Ma è stata una bella esperienza sia dal punto di vista artistico che igienico sanitario.

Desta scalpore la vicenda del professore triestino che si presenta in classe vestito da donna.

Ma che male c’è a vestirsi da donna? L’abito non fa il monaco e questo è un fatto. Si sono dati casi, nella storia, di monaci che facevano degli abiti, ma mai il contrario. E’ un dato accertato, questo, direi. D’altronde persino le suore si vestono da donna e portano il velo. Ma non il velo arabo, che se no è poi un attimo togliere i crocifissi dai muri delle scuole. Si danno casi di muri delle scuole che cadono addosso agli studenti, ma è sempre importante che ci sia un crocifisso. E d’altronde se non ci sono più le ideologie è perché è caduto il muro, anni fa, e quindi non tutti i muri che cadono sono male. E’ opportuno saper distinguere. E poi c’è la questione che ai professori il preside chiede di vestirsi in modo decoroso. Esaminiamola. Si sa che i presidi non vogliono che si vedano i perizomi spuntare da dietro i pantaloni. Ma anche questo è sbagliato. Può persino essere utile all’insegnamento se uno vuole insegnare, ad esempio, i perizomi di secondo grado. Ma questo vale per la matematica. E per la filosofia? Per la filosofia il professore potrebbe forse indossare dei sillogismi, però tutto dipende dalle culture. Se vieni qui da noi devi accettare le regole del nostro Paese. Tu poi a casa tua coi sillogismi puoi fare quello che vuoi. Ma qui no. E adesso, si capisce, mi manca di dire qualcosa sui telefonini in classe. Si possono tenere i telefonini in classe? Dipende molto dal gestore che hai, che magari è uno sponsor della tua scuola, il gestore. E anche qui quindi bisogna saper distinguere bene. E comunque è chiaro che bisogna porre dei limiti. Io proporrei, ad esempio: vestito da donna ma senza telefonino. O vestito da uomo ma col telefonino spento. O col telefonino acceso ma col crocifisso. Oppure quanti telefoni vuoi ma tutti vestiti da monaci. E poi, in ultimo, mi viene da dire: la scuola deve essere privata o pubblica? Come vedete si aprono molte questioni e io non posso affrontarle tutte adesso. Anche perché mi sto vestendo da suora per uscire. Potrei concludere dicendo che, d’altronde, siamo in una società liquida che fa acqua da tutte le parti.

L’importante nei rapporti di coppia è l’intesa.

E l’intesa è una cosa che si capisce subito, fin dal primo incontro. Ad esempio: se incontrate una donna al parco con il suo cagnolino, prendete subito in mano un sasso. Se lei comincerà a far roteare in aria il cane con il guinzaglio e poi, quando voi urlerete ‘pull’, lo farà partire in volo per farvelo colpire col vostro sasso, l’intesa tra voi sarà certa.

E comunque i rapporti di coppia non sono mai facili.
Solo al principio di tutto poteva andare bene. E cioè tra Adamo ed Eva. Pensateci: più coppia di fatto di loro. Erano obbligati a stare insieme. La situazione era chiara e non si prestava ad equivoci. Lei non poteva pensare: mi trovo un altro. Non poteva neanche dire: torno dai miei genitori, me ne vado, i cd e lo stereo sono miei. No. E non poteva neanche fare come fanno le coppie di adesso. Cioè, Eva non poteva dire a Adamo: – Guarda che venerdì esco da sola con le mie amiche. D’ora in poi il venerdì è il mio ‘giorno puttana’ della settimana-.
Anche Adamo, d’altronde, tornava a casa sempre puntuale perché non c’erano il bar, gli amici del bar, le partite di calcio in tv. Non c’è gusto a fare tardi a cena per stare da solo nel bosco e arrampicarsi su un albero. Oppure: – Scusa cara, stasera non torno a casa. Ho il torneo di testate con i cervi-.
Bene, anche sulla coppia ho detto.