L’altra settimana ho percorso via Imbriani a piedi in tutta la sua lunghezza.

Non pensiate che realizzi simili imprese per meri propositi sportivi o con l’intento di attirare l’attenzione dei media su di me. Io definirei questa mio gesto un pellegrinaggio laico. Forse un pellegrinaggio alla ricerca di me stesso… Agli occhi dei più compiere in solitaria l’intero tragitto in questione potrebbe apparire un azzardo senza senso. Ma ci tengo a dire che non sono mai stato uno spericolato e che per compiere delle imprese estreme come le mie non occorre esserlo. Tutt’altro. Occorrono un’attenta preparazione, concentrazione e un rigoroso allenamento fisico e mentale. Credo fermamente che oggi, scomparse le ideologie e le grandi narrazioni del mondo, sia da noi stessi che bisogna ripartire. E’ urgente più che mai recuperare il senso del mettersi alla prova, dell’affrontare i nostri limiti e uscirne vincitori. Tra due settimane affronterò l’impegnativo tracciato di Viale XX Settembre e via Nordio e sono già in pieno allenamento. Ogni mattina scendo le scale di casa senza assicurarmi al passamano e poi, varcato il portone del condominio, procedo sul marciapiedi senza alcun tipo di moschettonaggio o imbragatura fino al panificio del quartiere. Sto già sensibilmente migliorando i miei tempi e la mia resistenza. Se le condizioni metereologiche saranno favorevoli, in autunno vorrei aprire la via dell’Oviesse.