Lo sappiamo tutti: ogni anima appesantita dal suo involucro terrestre deve trovare uno spirito amico che lo conduca verso la pura verità.

Prendiamo l’esempio di Orfeo. Orfeo è il più celebre televenditore della nazione. Ma nessuno sa il suo vero nome e tutti lo chiamano il Vermone o l’Uomo Verme. Anche quando non indossa il suo famoso costume rosa, i bambini per strada lo riconoscono e strillano: -Papà! Il Vermone!-. Euridice, la sua fidanzata, è invece la sola che vede in Orfeo anche un uomo e non solo un vermone. Solamente per Euridice, Orfeo si traveste ogni notte da pellicano con un bellissimo costume di gommapiuma giallo. Perché Euridice ama molto i pellicani. La sua casa è piena di pellicani di tutti i tipi e di tutte le dimensioni. In pelouche, in legno, in plastica, in metallo, in ceramica. Euridice dice sempre a Orfeo che il pellicano è il suo animale totem. Orfeo non sa cosa significhi, ma gli piace la parola e anche il modo in cui lei accarezza tutti i suoi pellicani e dà loro la buonanotte prima di andare a dormire. Poi, ogni sera, Euridice si immerge nella sua vasca portatile da idromassaggio e lo lascia ammirare le sue belle forme che tremano tra le bolle. Orfeo e Euridice non fanno mai l’amore. Perché, come dice sempre lei, loro sanno distinguere la serenità dell’affetto dalla tenebrosità della libidine. E il loro amore deve rimanere puro fino a quando il sacro vincolo non vi avrà uniti per sempre. Così se ne stanno lì, Euridice nella sua vasca di bolle gorgoglianti e Orfeo nel costume da pellicano, immaginando il giorno in cui avranno una telepromozione tutta loro, solo per loro.