Volevo dire la mia sulla lotteria dei rigori.

Intanto ricordiamo che la lotteria è da non confondere con la latteria. Sono sbagli che possono capitare, certo. Ma se uno scrive latteria dei rigori molti penserebbero a un refuso e solo i più fantasiosi immaginerebbero un esercizio che vende latte e mozzarelle e dove i clienti si dilettano ogni tanto con delle punizioni dal dischetto. Francamente quello dei rigori in latteria mi pare un caso improbabile. E’ molto più frequente, nelle latterie, il gioco delle carte. E’ vero che vi sono stati dei casi in cui dei portieri o degli attaccanti a fine carriera hanno aperto una latteria ma non certo quelli che al giorno d’oggi partecipano a gare a livello internazionale. Solitamente questi preferiscono aprire ristoranti, discoteche o boutique di lusso. Non so voi, ma io non me la vedo una come Belen stare tutto il giorno in una latteria. In tutte le latterie che ho avuto modo di visitare personalmente non ho mai visto tirare alcun rigore. Né ho avuto modo di incontrare celebri soubrette. Chiaramente non posso escludere in linea di principio che esistano latterie di questo tipo, con Belen seduta fuori e portieri e rigoristi che si affrontano tra le urla e gli incitamenti del pubblico. In linea di principio non si può escludere nulla. Molto diverso invece è il caso delle lotterie nelle latterie. Quelle sono piuttosto frequenti. E comunque queste erano solo delle brevi note su un argomento di tale portata che spero di poter sviscerare quanto prima in tutte le sue implicazioni.