Come conciliare crescita e rigore? E’ un bel problema.

Un pomeriggio del 1778 Adamo Smith, ragionando su tale quesito, prese a vorticare furiosamente su se stesso, si sbilanciò e picchiò la fronte su uno stipite cadendo a terra privo di sensi nel soggiorno di casa. Secondo gli studiosi fu quello il momento in cui ebbe fine il mercantilismo e cominciò l’epoca della scienza economica classica. Comunque il problema di conciliare crescita e rigore è mal posto, secondo me. Prima ci vogliono gli investimenti. E questi li devono fare i poveri, chiaro. Che i sacrifici li faccia chi ha soldi è troppo facile, così sono buoni tutti. Poi ci vogliono dei tecnici che recuperino i soldi. Mi pare evidente anche questo. Certo, può anche capitare, alle volte, che qualche tecnico lasciato libero attacchi i bagnanti o i surfisti. Ma questi sono delle inconvenienti tecnici, come dire. E poi, voglio dire, è urgente restituire autorevolezza. Non è difficile come si pensa, basta aver conservato lo scontrino. Tu vai, restituisci e poi prendi in cambio quello che vuoi. Al limite paghi la differenza.