Gentile Direttore dello Circo Ezechiele & Figli,

dopo tre mesi di osservazione presso il nostro Centro per i disturbi comportamentali degli animali domestici e da lavoro, le posso comunicare che la sua scimmia sapiente Lorenzo è psicologicamente sanissima. I comportamenti aggressivi e gli stati depressivi che tanto la preoccupavano sono i normali sintomi di una sindrome narcisistica coniugata con disturbi di identità. Una patologia peculiare di ogni maschio dominante della sua specie. Per quanto riguarda gli attacchi subiti da parte dei suoi vecchi compagni di gabbia, non posso esprimermi con certezza senza prima aver esaminato il resto del gruppo. Ma è molto probabile che per il branco sia ormai finita quella che noi chiamiamo “la fase allucinatoria di dipendenza dal leader”. Si tratta di un momento di irrazionale rigetto, in cui il branco legge negativamente le stesse caratteristiche che gli avevano fatto scegliere l’esemplare come capo. Insomma, la mancanza di scrupoli, l’assenza di sensi di colpa e la spiccata tendenza alla menzogna e alla manipolazione di Lorenzo lo accomunano ora, agli occhi dei suoi compagni, a quegli esemplari pericolosi per la vita del gruppo e che il gruppo è solito allontanare. Nel concludere, desidero informarla che la condotta di Lorenzo qui al Centro comincia a diventare sempre più discutibile (le sto scrivendo da una delle stanze d’isolamento dove Lorenzo mi rinchiude periodicamente per potersi appartare con alcune delle mie assistenti). La prego quindi di farmi la cortesia di venirsi a riprendere al più presto il suo pregiato animale. O mi vedrò costretto, a malincuore, a farlo abbattere.

Lo sappiamo tutti: ogni anima appesantita dal suo involucro terrestre deve trovare uno spirito amico che lo conduca verso la pura verità.

Prendiamo l’esempio di Orfeo. Orfeo è il più celebre televenditore della nazione. Ma nessuno sa il suo vero nome e tutti lo chiamano il Vermone o l’Uomo Verme. Anche quando non indossa il suo famoso costume rosa, i bambini per strada lo riconoscono e strillano: -Papà! Il Vermone!-. Euridice, la sua fidanzata, è invece la sola che vede in Orfeo anche un uomo e non solo un vermone. Solamente per Euridice, Orfeo si traveste ogni notte da pellicano con un bellissimo costume di gommapiuma giallo. Perché Euridice ama molto i pellicani. La sua casa è piena di pellicani di tutti i tipi e di tutte le dimensioni. In pelouche, in legno, in plastica, in metallo, in ceramica. Euridice dice sempre a Orfeo che il pellicano è il suo animale totem. Orfeo non sa cosa significhi, ma gli piace la parola e anche il modo in cui lei accarezza tutti i suoi pellicani e dà loro la buonanotte prima di andare a dormire. Poi, ogni sera, Euridice si immerge nella sua vasca portatile da idromassaggio e lo lascia ammirare le sue belle forme che tremano tra le bolle. Orfeo e Euridice non fanno mai l’amore. Perché, come dice sempre lei, loro sanno distinguere la serenità dell’affetto dalla tenebrosità della libidine. E il loro amore deve rimanere puro fino a quando il sacro vincolo non vi avrà uniti per sempre. Così se ne stanno lì, Euridice nella sua vasca di bolle gorgoglianti e Orfeo nel costume da pellicano, immaginando il giorno in cui avranno una telepromozione tutta loro, solo per loro.