Leggo questa notizia.

CHAMONIX, Francia – Ritrovato il corpo senza vita del Welfare. Un corpo mummificato è stato ritrovato sabato scorso su uno dei ghiacciai del versante francese del massiccio del Monte Bianco. La scoperta è stata fatta da alcuni soccorritori durante un volo in elicottero. Gli uomini della Gendarmerie de Haute Montagne di Chamonix stava sorvolando la zona settentrionale del massiccio del Monte Bianco quando hanno intravisto il corpo: fermatisi a verificare, hanno individuato il cadavere e provveduto al trasporto a valle. A causa dello stato di decomposizione sono state necessarie lunghe e approfondite analisi su antichi testi classici del socialismo europeo per riuscire a confermarne l’identità. Al momento ancora nessuno degli uomini politici francesi, italiani e tedeschi presenti in questi giorni a Chamonix per il Convegno “Affari internazionali e Barzellette” si è detto in grado di poter riconoscere la salma con certezza. Per la paternità politica si attendono ora i risultati dell’esame del Dna.

Il mondo filosofico era spaccato in due.

Rihanna: -Il solo fatto che io posso immaginare il Posteriore Assoluto ne dimostra l’esistenza-
Shakira: – L’argomento a priori del Posteriore Assoluto non regge. Se così fosse, varrebbe lo stesso per tutto. Per i capelli, le unghie, i tatuaggi…-
Rihanna: -No, no! Una permanente o un tatuaggio possono essere perfetti solo nel loro genere. Il Posteriore Assoluto esiste necessariamente e non può non esistere!-
Shakira: -Adesso manca solo che mi tiri fuori la causa prima-
Rihanna: -Certo! Solo un Posteriore Assoluto può spiegare la catena delle cause e degli effetti!-
Shakira: -Eh no, cara. Io posso anche immaginare una catena infinita di effetti che si succedono senza una causa-
Rihanna: -Nichilista!-

Gli euroscettici si distinguono dagli eurocinici per una visione della vita meno dipendente dal valore del cambio all’apertura delle borse internazionali.

Il primo euroscettico fu Cirrone di Elea, pensatore di grande spessore ma uomo bizzarro che viveva in un comodino. Cirrone di Elea ebbe vivaci dispute filosofiche con gli eurottimisti, una setta di giovani filosofi ricchi di famiglia. La sua celebre raccolta di sentenze inizia con la famosa frase: “Chiunque inventi una moneta che vale la metà di quella precedente merita di essere gettato da una rupe o sbranato dai cani o tutte e due le cose assieme”.
Meno noti sono i pensatori euroagnostici che se ne fregavano della questione e di cui perciò non è rimasta alcuna testimonianza.
Anche Aristotele, nell’Etica Niconomachea, si occupa del problema dell’euro e racconta di un uomo incapace di calcolare il cambio e che rimase per giorni di fronte alla vetrina di un negozio finché non venne portato via su un’ambulanza.
Un cugino di Sofocle, nella tragedia ‘L’Edipo Fallace’, inscena la vicenda di un uomo che una notte crede di aver giaciuto con sua madre ma che capisce la verità al mattino quando la donna gli chiede 50 euro.
Anche un cugino di Cartesio si occupò della questione dell’euro e in un giorno di primaverà si alzò dal suo letto e pronunciò la famosa frase “Debito ergo sum” e poi venne portato via su un’ambulanza.

Il giornale dice che in Italia vi sarebbero dei timidi segnali di ripresa. Pare che alcuni giornalisti abbiano anche tentato di avvicinarli ma che questi non si siano lasciati intervistare, tanta sarebbe la loro timidezza.

Alcuni segnali di ripresa sarebbero poi così timidi, schivi e introversi da non uscire neppure di casa. E altri ancora manifesterebbero una timidezza così esacerbata da sconfinare quasi nell’asocialità. Ma fortunatamente non pare sia questo il caso dei segnali di ripresa di oggi. Come si sa, spesso la timidezza è il prodotto di una esagerata preoccupazione nei riguardi dell’opinione del prossimo e del desiderio di sentirsi costantemente approvati.

Ci chiediamo dunque: sono stati forse, tali segnali di ripresa, dei figli trascurati? Gli è magari mancato, nell’infanzia, un modello genitoriale sicuro a cui riferirsi o sono dei semplici vanitosi ed egocentrici? Il giornale non lo specifica. Giacomo Leopardi diceva che la timidezza è “un eccesso di amor proprio e di immaginazione”, ma purtroppo non ci ha lasciato nulla di notevole sulla questione della timidezza dei segnali di ripresa. Andrebbe tutto esaminato più a fondo, a mio parere. Come risolvere il problema affettivo dei segnali di ripresa? E’ difficile. Di sicuro, ai timidi, giova sempre qualcuno che li aiuti a ridimensionare e a rivalutare la loro situazione, che essi tendono a esagerare e a percepire senza via d’uscita. Operando in tal senso, si potrebbero forse vedere dei primi timidi segnali di ripresa nei segnali di ripresa. E ciò potrebbe rappresentare, per noi e per loro, un sicuro motivo di conforto.

Desta scalpore la vicenda del professore triestino che si presenta in classe vestito da donna.

Ma che male c’è a vestirsi da donna? L’abito non fa il monaco e questo è un fatto. Si sono dati casi, nella storia, di monaci che facevano degli abiti, ma mai il contrario. E’ un dato accertato, questo, direi. D’altronde persino le suore si vestono da donna e portano il velo. Ma non il velo arabo, che se no è poi un attimo togliere i crocifissi dai muri delle scuole. Si danno casi di muri delle scuole che cadono addosso agli studenti, ma è sempre importante che ci sia un crocifisso. E d’altronde se non ci sono più le ideologie è perché è caduto il muro, anni fa, e quindi non tutti i muri che cadono sono male. E’ opportuno saper distinguere. E poi c’è la questione che ai professori il preside chiede di vestirsi in modo decoroso. Esaminiamola. Si sa che i presidi non vogliono che si vedano i perizomi spuntare da dietro i pantaloni. Ma anche questo è sbagliato. Può persino essere utile all’insegnamento se uno vuole insegnare, ad esempio, i perizomi di secondo grado. Ma questo vale per la matematica. E per la filosofia? Per la filosofia il professore potrebbe forse indossare dei sillogismi, però tutto dipende dalle culture. Se vieni qui da noi devi accettare le regole del nostro Paese. Tu poi a casa tua coi sillogismi puoi fare quello che vuoi. Ma qui no. E adesso, si capisce, mi manca di dire qualcosa sui telefonini in classe. Si possono tenere i telefonini in classe? Dipende molto dal gestore che hai, che magari è uno sponsor della tua scuola, il gestore. E anche qui quindi bisogna saper distinguere bene. E comunque è chiaro che bisogna porre dei limiti. Io proporrei, ad esempio: vestito da donna ma senza telefonino. O vestito da uomo ma col telefonino spento. O col telefonino acceso ma col crocifisso. Oppure quanti telefoni vuoi ma tutti vestiti da monaci. E poi, in ultimo, mi viene da dire: la scuola deve essere privata o pubblica? Come vedete si aprono molte questioni e io non posso affrontarle tutte adesso. Anche perché mi sto vestendo da suora per uscire. Potrei concludere dicendo che, d’altronde, siamo in una società liquida che fa acqua da tutte le parti.