E’ una vera fortuna che ci sia questa nuova norma sulla possibilità di spendere tremila euro in contanti per lo shopping.

Anni fa, in un piovoso sabato pomeriggio, mi venne l’idea di comprarmi un impermeabile in coccodrillo ma non lo potei fare essendo sprovvisto di bancomat e di carta di credito. Un inconveniente simile mi capitò in un caldo giorno d’estate di quest’anno. Preso dall’improvviso desiderio di possedere immediatamente sei vasche da bagno dovetti, a malincuore, rinunciarvi. E lo stesso dicasi, nemmeno un mese fa, per cinque bellissimi semafori da cantiere a batteria. Erano una vera e propria occasione. E’ bello sapere che ora, se voglio, posso comprare in tutta tranquillità e in una volta sola duemila accendini Bic. O trecento mini slip da uomo. O un quintale di liquirizia. Oppure cinque IPhone. O una scarpa della moglie di Beckham. Stiamo finalmente uscendo dal comunismo?

In tema di legislazione sulle unioni civili finora si è capito che bisogna accontentare un po’ tutti.

Da Alfano ai Cinque Stelle fino all’assemblea dei vescovi. E poi chissà quanti altri ancora, ognuno con diverse sensibilità, opinioni o pregiudizi. Una buona via d’uscita potrebbe essere quella  di istituire diverse leggi sulle unioni civili ognuna modulata su ogni diversa opinione che venga espressa in merito. Ecco, in estrema sintesi, alcune proposte. Potete scegliere la modalità che più si adatta alle vostre idee. Oppure, in assenza di idee, sceglierne una a caso.

a)    Si possono fare unioni civili ma solamente mantenendo l’anonimato, a notte fonda, senza festeggiamenti, foto e brindisi.

b)   Una coppia gay può sposarsi anche in chiesa con tutte le tradizionali formalità e cerimonie. Il rinfresco lo paga la Cei.

c)    Si possono fare unioni civili e adottare dei figli purché questi vengano subito battezzati sul Po con rito celtico.

d)   Si possono fare unioni civili ma non con cittadini extracomunitari che non risiedano sul suolo italiano da più di dieci anni e che non tifino per la Lazio.

e)    Si possono fare le unioni civili e adottare dei figli, purché rinuncino da subito alla pensione.

f)     Si possono fare unioni civili ma la cosa non è valida legalmente. E’ uno scherzo. Il certificato ha un po’ la validità delle banconote del monopoli.

g)    Ci si può unire civilmente e a carico dello Stato. Le spese verranno poi caricate sulla bolletta dell’elettricità o su un altro balzello.

L’elenco potrebbe continuare, data la diversità delle opinioni in merito e  altre che potrebbero sorgere in proposito nel breve periodo. E così, una volta accontentati tutti, forse si potrà fare anche una legge che finalmente accontenti chi vorrebbe una legge da paese civile sulle unioni civili.

 

Leggo un post su un social network che afferma che l’amministratore delegato di una nota casa automobilistica responsabile delle note emissioni tossico nocive avrebbe percepito ben 62 milioni di euro di liquidazione.

Cioè, dice sempre il post in questione, un quarto del debito greco. Non so se queste informazioni siano esatte ma, per quanto abbia potuto fare la nota casa automobilistica, non credo possa aver superato un intero paese in quanto a emissioni nocive. Devo dire, quindi, che la proporzione dell’emolumento mi sembra giusta. Personalmente mi sottoporrò quanto prima ad un esame che riveli a quanto ammontano le mie personali emissioni tossico nocive nell’arco di trenta giorni lavorativi, in modo da poter ottenere un adeguato stipendio proporzionato alla mia capacità di inquinare il pianeta e danneggiare la fascia d’ozono. Forse un piccolo passo per l’uomo ma un grande passo per l’umanità, che credo mi debba venire riconosciuto in modo adeguato dagli organismi governativi preposti.

In questi giorni di dibattito mi chiedo spesso se sia meglio abitare in una città metropolitana, in un paese paesano o in una campagna campestre.

Ma c’è da dire che anche risiedere in una cittadina urbana avrebbe i suoi bei vantaggi. Purché, chiaramente, sia dislocata su una pianura pianeggiante. E non disprezzerei nemmeno la montagna rupestre o un litorale litoraneo che si affacci su un bel mare marittimo.

Credo che verrà un tempo in cui si verrà dalle nostre parti e si dirà: qui una volta era tutta città metropolitana.

Mi pare evidente che la questione delle ronde pone dei problemi non solo di sicurezza, ma anche di organizzazione.

Vi è infatti il pericolo che, nel loro proposito di pattugliamento delle vie cittadine, delle ronde possano cadere in dei deprecabili eccessi di zelo. Ecco che l’unica soluzione, a mio parere, sarebbe organizzare delle seconde ronde messe a controllare l’operato delle prime. Delle specie di ronde anti-ronde o delle ronde delle ronde, se volessimo dare loro un nome. Ma chi potrebbe garantire che negli stessi eccessi delle prime ronde non potrebbero incorrere, a loro volta, anche le seconde ronde? Ed ecco, quindi, che alle ronde anti-ronde di cui sopra andrebbero aggiunte anche delle terze ronde, in pratica delle ronde anti-ronde delle ronde anti-ronde delle ronde. E non possiamo, poi, non prendere in considerazione il problema degli abusi in cui potrebbero malauguratamente incappare anche queste terze ronde, che andrebbero così, necessariamente, messe poste sotto il controllo di altre ronde, le quarte, dette, magari, le ronde anti-ronde delle ronde anti-ronde delle ronde anti-ronde delle ronde. E a questo punto, forse, il problema potrebbe anche dirsi risolto. Ma solo per città o paesi di piccole dimensioni. Poiché, nel caso di grandi città da controllare a tappeto e quartiere per quartiere, si potrebbe arrivare ad una moltiplicazione eccessiva del numero delle ronde e delle ronde anti-ronde. Considerato, poi, che in ognuna di queste ronde e anti-ronde sarebbe necessaria la presenza di individui temerari e nerboruti, pronti a sedare con la necessaria dose di violenza i più zelanti o scalmanati componenti di ciascuna ronda, si potrebbe anche, con ogni evidenza, arrivare al caso in cui tutti i prepotenti, i potenziali delinquenti, i violenti, i teppisti e i malavitosi di ogni città dovrebbero venir fatti arruolare nelle ronde o nelle ronde anti-ronde. Lasciando, infine, senza occupazioni e funzioni proprio tutte queste centinaia o forse migliaia di ronde, che rimarrebbero così, malinconicamente, a controllare e pattugliare quotidianamente vie e quartieri pacifici e privi di pericoli se non le ronde stesse.

Vado in un negozio di sanitari per acquistare per una persona anziana un pratico rialzo wc con fissaggi laterali.

Al momento di pagare, la commessa, gentile, mi dice che posso scaricare la spesa, ma poi fa una faccia stupita guardando il computer e mi dice che mi fa gentilmente uno sconto perché si è accorta che il pratico rialzo wc con fissaggi laterali è aumentato. Mi dice anche, sempre gentile la commessa, che ultimamente non solo il pratico rialzo wc con fissaggi laterali ma anche tanti altri articoli sanitari come i cinti erniari o altre cose per gli anziani e i malati sono passati da un Iva al 4 per cento ad un’Iva al 22 per cento. E allora, uscendo dal negozio, ho pensato che spero che qualcuno mi dica che non è vero quello che ho pensato io uscendo dal negozio con sottobraccio il pratico rialzo wc con i fissaggi laterali. Che io avrei pensato, sicuramente sbagliandomi, che oggi in pratica la politica economica moderata e moderna si fa molto su robe come l’Iva sui cinti erniari e sui pratici rialzi wc coi supporti laterali. E ho anche pensato che è un peccato, perché a me piacerebbe essere un bravo sostenitore del sole dell’avvenire moderato moderno e poter andare in giro tutto moderato e moderno a dire che la Grecia è irresponsabile e che ha politici irresponsabili che hanno fatto scelte irresponsabili e non moderate e moderne. E chissà quante altre cose così potrei andare in giro a dire, moderato e moderno anch’io, sarebbe una soddisfazione proprio.

L’altra settimana ho percorso via Imbriani a piedi in tutta la sua lunghezza.

Non pensiate che realizzi simili imprese per meri propositi sportivi o con l’intento di attirare l’attenzione dei media su di me. Io definirei questa mio gesto un pellegrinaggio laico. Forse un pellegrinaggio alla ricerca di me stesso… Agli occhi dei più compiere in solitaria l’intero tragitto in questione potrebbe apparire un azzardo senza senso. Ma ci tengo a dire che non sono mai stato uno spericolato e che per compiere delle imprese estreme come le mie non occorre esserlo. Tutt’altro. Occorrono un’attenta preparazione, concentrazione e un rigoroso allenamento fisico e mentale. Credo fermamente che oggi, scomparse le ideologie e le grandi narrazioni del mondo, sia da noi stessi che bisogna ripartire. E’ urgente più che mai recuperare il senso del mettersi alla prova, dell’affrontare i nostri limiti e uscirne vincitori. Tra due settimane affronterò l’impegnativo tracciato di Viale XX Settembre e via Nordio e sono già in pieno allenamento. Ogni mattina scendo le scale di casa senza assicurarmi al passamano e poi, varcato il portone del condominio, procedo sul marciapiedi senza alcun tipo di moschettonaggio o imbragatura fino al panificio del quartiere. Sto già sensibilmente migliorando i miei tempi e la mia resistenza. Se le condizioni metereologiche saranno favorevoli, in autunno vorrei aprire la via dell’Oviesse.

Penso che bisogna chiudere le frontiere. E controllare bene. E poi anche il gas. Chiudere il gas è importante.

Senza gasarsi per questo. Con umiltà. Una volta chiuse le frontiere bisogna buttare via la chiave delle frontiere. E poi anche la toppa. Tanto a quel punto non serve più. E una volta buttata via la chiave e la toppa, si buttano via anche le frontiere. Che anche loro, è evidente, a questo punto non servono più. Certo, poi si pone il problema che bisogna riciclarle le frontiere. Fare la raccolta differenziata delle frontiere. Ora non sono proprio sicuro sicuro ma credo vadano messe nell’umido. Io comunque all’umido preferisco il secco. Anche per un per un problema di reumatismi. Ma credo che le frontiere non ne risentiranno. Per quanto riguarda le frontiere straniere, c’è da dire che queste vanno aiutate ma a casa loro. Non possiamo aiutarle tutte qui. Che lavorino a casa loro. In casa, si sa, c’è sempre qualche lavoro da fare… Che senso ha fare i lavori di casa fuori casa? Fai i lavori di casa a casa tua. Se invece vieni a fare i miei lavori di casa, io ho diritto a dirti di no. Vengo io a aiutarti a casa tua. Poi ci si mette d’accordo per quanto. Fattura non fattura… Non staremo a discutere. Qualsiasi cosa gli serva, insomma, ma a casa loro. In fondo è tutta una questione di ospitalità. E quella non si nega a nessuno. Ma a casa loro. Cosa c’è di più pratico? Sei a casa tua, ti ospiti. Senza andare in giro a cercar rogne. Anche le rogne gliele possiamo portare noi, ma sempre a casa loro. Come abbiamo sempre fatto. Non hanno rifiuti? Glieli portiamo noi. Ma a casa loro. Non è semplice? Non si devono neanche più muovere di casa. E se proprio si vogliono muovere, che si muovano. Ma a casa loro.

 

La parola d’ordine è affondare barconi.

Il Paese discute sul tema dell’affondare barconi. I migliori ingegni si mobilitano per capire come affondare barconi. Verranno fatti studi e convegni sull’affondare barconi. Anche al bar si discute animatamente sull’affondare barconi. Tutto un percorso da organismi unicellulari a homo sapiens sapiens che oggi, finalmente, ci ha portato a questo pensiero del come affondare barconi.

Non capisco perché ci son tutti questi che si fanno beccare nelle intercettazioni.

Basterebbe usare un codice. Vuoi chiedere un favore a un politico? Corromperlo perché ti approvi un progetto? Shakespeare ti aiuta. Fai così.
-O magnanimo condottiero vittorioso e onusto di onori, non adoprerò ora concerti di frasi o rapsodie di melliflue e vischiose lusinghe per volgere il suo malanimo verso l’opra mia in gentile benevolenza. Non son io un vostro fedifrago adoratore. La modestia più schiva guida le mie parole. Le chiedo solo di apporre il suo nobile suggello alle mie carte e d’ora in poi occhio di mortale non potrà vedere alla luce del giorno alcuno più prono ai suoi voleri di me, sempre incurante di ogni norma terrena, dignità o financo affetto del cuore per compiacerla, lei e tutta la sua famiglia-.
Una roba così, se anche riescono a trascriverla e poi te le pubblicano sul giornale, fai anche più bella figura.