E’ bellissimo che ogni tanto la sinistra ci chiami ai Gazebos.

Potrebbe farlo anche più spesso. Uno dei problemi è come vestirsi. Se bene bene come per andare a teatro o meno bene, sportivi tipo gita. Una volta mia cugina è andata ai Gazebos ed è rimasta incinta. Così almeno dice lei. Magari poi è andata da un’altra parte con la scusa che andava a votare. Suo marito ancora oggi non le crede. Comunque il bimbo si chiama Gazebos. Per soli due euro è anche un bel bimbo bisogna dire.

Ai Gazebos capita di incontrare gli amici e chiacchierare. E’ un bel modo di passare la domenica. Se hai fortuna incontri anche delle celebrità come la nuotatrice Pellegrini, la presentatrice Venier o il mago Silvan. Una volta io ho visto Uri Geller, che adesso è vecchio e non piega più le posate o ferma gli orologi con la forza del pensiero ma sta tutto il tempo zitto e ogni tanto canta delle canzoni che sa solo lui.

Una roba che non bisogna mai dire alle primarie è: ma come avete fatto a passare da falce e martello a poltrone e sofà? No. E’ molto meglio stare zitti e sorridere a tutti. Non troppo sorridenti però. Sereni, ecco. Sorridere serenamente, stare lieti.

La destra non fa così spesso le primarie perché troppe donne restavano incinte e va bene il Family Day e tutto il resto ma quando si esagera si esagera.

L’altro giorno al bar si discuteva sullo stralcio della ‘stepchild adoption’ nella proposta di legge sulle coppie same-sex

e eravamo tutti in accordo che l’orientamento sessuale dell’adottante non può costituire un elemento ostativo e che è proprio nell’interesse del minore che al rapporto affettivo fattuale corrisponda un rapporto giuridico, anche come stabilizzazione di una linea giurisprudenziale in fondo già esistente e il tutto indipendentemente dal fatto se il genitore biologico estraneo alla coppia civile sia sconosciuto, deceduto o decaduto dalla responsabilità genitoriale. Poi è entrata una bella gnocca. Ci siamo distratti e vai di commenti sulla tipa. Ci vorranno secoli ma prima o poi ce la faremo a diventare civili, giuro.

Per quanto mi fossi predisposto a accogliere di buon animo le novità, mi sembra che oggi piova abbastanza similmente a come pioveva nell’anno passato.

Chiaramente non ho potuto confrontare ogni goccia di pioggia caduta nel mio tragitto da casa al lavoro ma mi sembra di poter dire che non vi sia discontinuità con le gocce di dicembre o di novembre. Protesto vivamente contro questo disservizio. Pago le tasse e da gennaio ho diritto di vedere dei cambiamenti significativi nel mio tran tran quotidiano. Se entro l’ora di pranzo non mi sarò ancora appartato furtivamente con Scarlett Johansson – come da domanda presentata ancora a settembre 2015- mi vedrò costretto a presentare un esposto per far valere i miei diritti. Colgo anche l’occasione per ricordarVi la mia vincita miliardaria alla Lotteria Italia del 6 gennaio. Distinti saluti.

L’idea dei muri in filo spinato è bella.

Perché limitarsi alle linee di confine? Come proposito per il nuovo anno ho pensato di recintare in tal modo il perimetro della mia abitazione. Ma non mi sento garantito da intrusioni neanche così e credo che recinterò anche l’entrata della mia camera da letto. Ho già recintato la mia macchina e lo scooter e ora pregherò anche mia moglie, quando esce di casa per la spesa, di farsi recintare col filo spinato. Ad esempio io ieri sono uscito completamente avvolto nel filo spinato e non solo mi sentivo più al sicuro ma ho anche trovato facilmente posto sull’autobus e al bar. Comunque la sicurezza viene prima di tutto!

Son d’accordo col ministro Poletti, l’orario di lavoro è un parametro vecchio per misurare il salario.

Questo deve essere in rapporto a quanto uno fa e servono idee nuove. Tipo: hai fatto trenta pizze? Bravo, una è tua. Hai verniciato due autovetture complete? Puoi farci dei giri nel parcheggio. Quante tariffe telefoniche sei riuscito a vendere? Sei? Ottimo, hai sei sms gratis. Hai lavato bene le scale? Puoi prendere in affitto a tariffa agevolata il mocio della ditta per usarlo a casa. Infatti anche il denaro è roba vecchia per misurare il lavoro. C’è il baratto, che ha sempre funzionato bene. Certo, se uno lavora in una ditta di pompe funebri puoi trovarti in imbarazzo a proporgli uno scambio. Ma magari per la liquidazione…

Tutto questo polverone sul Vaticano non mi convince.

Potrebbe essere un complotto dei buddisti. O magari anche degli scintoisti. O dei taoisti. Secondo me anche molti animisti africani potrebbero avere grande interesse a denigrare una religione concorrente per avere campo libero nei loro affari. Con tutte quelle ricchezze accumulate nei secoli grazie ai morenti che lasciavano alla loro chiesa la loro capanna di paglia e la loro capra… E si sa che in Africa di gente ne muore parecchia e quindi non occorre fare tanti calcoli per capire quante capanne e capre avranno ormai nelle loro banche. E chissà che cosa ci finanziano. Non è possibile che in un paese dal tessuto fondamentalmente sano come l’Italia succedano certe cose. E’ secoli che abbiamo imparato a convivere pacificamente col denaro e con le organizzazioni di vario tipo che l’amministrano. Dobbiamo stare molto attenti! Vedi che ti arriva un buddista con la sua ciotoletta di legno per l’elemosina e vuole cambiare le nostre tradizioni. E’ un attimo ritrovarsi i nostri figli vestiti d’arancione con idee comuniste per la testa. E perché, scusate, gli induisti? Non so bene quanti crimini siano stati perpetrati nei secoli sotto il simbolo del dio topo, ma sicuramente sono innumerevoli. Se cediamo alla nostra tendenza a sminuire le nostre tradizioni e a autoflagellarci quotidianamente, rischiamo di ritrovarci un giorno tutti confuciani o zoroastristi senza nemmeno accorgercene. E poi vedi a cosa si riduce il nostro paese. Stiamo attenti al fango gettato addosso alla nostra storia e alla nostra cultura.

Quando riesci, di schiena, a descrivere col tuo corpo una volta fino ad appoggiare la testa sul pavimento hai fatto il ponte.

Se, poi, mantenendo sempre con cura la stessa posizione, stai anche a bocca aperta e arriva sul posto un dentista che ti installa una protesi collegata ad un altro dente, fai due ponti. Realizzare tutto questo in un periodo tra due giornate festive ravvicinate, di cui una settimanale, ti farà totalizzare ben tre ponti. A questo punto il tuo Paese sarebbe già fiero di te. Ma se tu realizzassi tutto ciò su una struttura che collega una riva e l’altra di un fiume, allora avresti al tuo attivo quattro ponti. A quel punto tutti ti farebbero dei ponti d’oro. E poi potresti anche fare un accordo sul ponte di una nave durante un anno ponte in cui richiedi un prestito ponte. Ma qui si entra nel campo dell’ingordigia di ponti. Bene. E anche sul ponte ho detto tutto.

La carne rossa è peggio delle sigarette.

Manca la comparazione con le droghe leggere, con gli incidenti d’auto, etc. Ad esempio: dieci wurstel sono come andare in moto senza casco. Una fiorentina è come avere frequenti rapporti occasionali non protetti. L’abbacchio causa più decessi all’anno del bungee jumping. Il kebab, quello si sapeva già, è come darsi delle martellate in testa da soli. L’importante, però, dicono gli esperti, è la quantità e la frequenza con cui mangi carne rossa. Ma altri esperti non concordano, altri nicchiano e altri ancora hanno delle azioni di case produttrici di roast beef. Vi è da dire che in alcune zone dell’Africa certe tribù sono solite mangiarsi gli esperti e godono di ottima salute. Per fortuna, la ministra alla salute rassicura la popolazione e propaganda la dieta mediterranea. Una cosa che sicuramente spingerà molti cittadini ad affollare quotidianamente i McDonald’s.

L’ora solare si differenzia dall’ora legale dal fatto che essa arriva un’ora prima.

Ciò desta da sempre grande stupore negli scienziati che non riescono ancora a spiegarsi il fenomeno anche perché arrivano sul posto con un’ora di ritardo. L’ora esatta venne introdotta in occidente dal filosofo Immanuel Kant, celebre per le sue camminate tra casa e università in assoluto orario. E’ risaputo che i cittadini di Königsberg regolavano i loro orologi su Kant. Friedrich Nietzsche, invece, a Basilea, era sempre in ritardo ed era impossibile regolare l’ora su di lui. Così i suoi concittadini regolavano l’ora sul loro filosofo cittadino solamente nei casi in cui desideravano essere in ritardo. Purtroppo, regolando tutti in ritardo i rispettivi orologi, alla fine si trovavano ad essere sempre tutti puntuali. Ciò creava un tale rammarico nella popolazione di Basilea che molti si davano al bere smodato. Altre cose da sapere sull’ora solare: Aristotele ha trattato il tema dello spostare di un’ora indietro gli orologi in un libro andato perduto e bandito dalla Chiesa, la quale, come si sa, è sempre in ritardo di secoli sul fatto dellora solare. Gli antichi Romani invece preferivano l’ora solare all’ora legale non potendo spostare indietro le loro meridiane. Gli antichi Greci, dal canto loro, pare che della questione se ne fregassero. Idem i Persiani. Fanno eccezione gli Spartani, che al passaggio tra ora legale e solare, buttavano tutti gli orologi giù da una rupe. Degli Etruschi nulla ci è dato sapere perché sono una popolazione per lo più sconosciuta e figurarsi quindi i loro orologi. In Africa, come scrive Wikipedia, l’ora legale è scarsamente praticata. Per finire con questa storia dell’ora, non dite mai a una persona triste: “Sei solare come l’ora legale”. E’ brutto. Bene, anche sull’ora solare ho detto tutto.