Anni fa mi sono presentato alle selezioni di “Amici”.

Purtroppo le specialità in cui mi presentavo io – alcolismo, depressione ansiosa, svenimenti improvvisi – non erano contemplate dal regolamento e sono stato scartato. Anche ai provini del “Grande Fratello” e dell“Isola dei famosi” niente da fare. Mi han detto: -Lei ha ancora due neuroni superstiti, è troppo intelligente. Ci rovina il gruppo-. Alla fine però una piccola cosa in tivù l’ho fatta. Era solo una piccola parte in una fiction televisiva dal titolo “Sfighe”. Una di quelle tipiche fiction televisive ospedaliere italiane sul tipo di “Incantesimo” o “Medicina generale”, dove tutti i protagonisti a uno a uno o vanno in coma o hanno un incidente stradale o muoiono durante un’operazione. Io facevo solo una piccola parte. Mi slogavo una caviglia. Entravo nell’inquadratura, mi slogavo la caviglia e poi uscivo di scena. Ma è stata una bella esperienza sia dal punto di vista artistico che igienico sanitario.